Biografia

Statement
Pangea è un progetto artistico in cui le opere prendono forma attraverso terre e sabbie raccolte in luoghi ad alta intensità simbolica, sacri o feriti.
Portare la terra dentro il dipinto nasce dal desiderio di andare oltre il colore e la rappresentazione. La materia non è utilizzata come semplice elemento espressivo, ma come presenza capace di custodire tracce di memoria, stratificazioni, impronte.
Ogni opera nasce dall’incontro tra la forza della terra e quella dell’artista, dando vita a uno scambio tra immaginazione e possibilità.
La materia diventa così ponte tra geografia e interiorità, tra ciò che appartiene a un luogo e ciò che può diventare appartenenza.
Pangea è una ricerca sulla relazione profonda che ci lega ai luoghi e sulla possibilità di trasformare la memoria in presenza, il frammento in appartenenza, senza cancellarne l’origine.

Manifesto
Non un'arte che mostra la ferita. Un'arte che la attraversa e la trasforma.
L'arte contemporanea ha raccontato la frattura. Il disagio. La crisi. Ha reso visibili le ferite del mondo.
Oggi si impone un altro gesto. Oltre la narrazione. Aprire uno spazio di ricomposizione.
Pangea nasce qui. Dove il frammento cerca una nuova appartenenza senza perdere la sua memoria.
Non offre certezze. Cerca appartenenza.
Ogni opera è un passaggio. Tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo diventare. Tra impronta e appartenenza. Tra memoria e ricomposizione.
Non si guarda. Si attraversa. Non è un oggetto. È una soglia.
Il titolo arriva dopo. Quando l'opera ha trovato la sua voce. È un messaggio che emerge. Per chi lo riconosce.
Non rumore. Ma ascolto. Non separazione. Ma relazione. Non consumo. Ma presenza.
Nulla è davvero inerte. Ogni luogo continua a parlare. Le terre custodiscono memorie. Nell'opera si incontrano senza confondersi.
Come il supercontinente originario, Pangea richiama una condizione di unità profonda. Non un'unità perduta da rimpiangere. Un'unità da riscoprire. Dentro la materia. Dentro la memoria. Dentro le risonanze che ci attraversano.
Ogni trasformazione genera una nuova appartenenza. E per un istante il mondo non viene rappresentato.
Si ricompone.
